Libro

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Come nasce l’idea del libro..

Le poesie e i pensieri scritti da Marco Michelini, che sono pubblicati su questo libro, sono stati ritrovati dopo la sua scomparsa su diari, fogli, foglietti, quaderni, pezzi di carta, nella sua camera. Dopo aver fatto visionare i suddetti a Nicoletta Corsalini, direttrice della collana CRISALIDE e all’Assessore alla Cultura del Comune di Prato Andrea Mazzoni e avendone avuta l’approvazione, abbiamo deciso di pubblicarli con la speranza che questo libro possa diventare una voce in più per sensibilizzare i giovani (ma anche i meno giovani) ad una maggiore prudenza sulle strade e con l’intento di aiutare in modo concreto gli altri, il ricavato della vendita sarà devoluto in beneficenza alla Fondazione Niccolò Galli ONLUS.

Un ringraziamento particolare va a Lorenza Lucaccini, amica di Marco, che leggendo quei pensieri è rimasta molto colpita e ci ha spinti e aiutati a realizzare questo libro.

Molte persone dello spettacolo e dello sport hanno avuto il libro: Giovanni Galli, Ron, Marco Baldini, Fiorello, Maria Amelia Monti, Carlo Pistarino, Buffon, Nicoletta Braschi e Roberto Benigni.

Il libro non è stato diffuso nelle librerie perché tutto il ricavato della vendita deve andare in beneficenza perciò se qualcuno fosse interessato all’acquisto basta chiamare Carla al 347 7553202 e vi sarà recapitato.

Recensioni

Tratto dalla recensione della poetessa Nicoletta Corsalini edita sulla rivista letteraria Riflessi del luglio 2006:

….l’evidente intensità emotiva e per la singolare inquietudine adolescenziale e esistenziale dei giovani d’oggi che vi traspare, per la dolcezza e la passionalità con cui sono espressi i sentimenti amorosi, per il doppio registro linguistico usato……
…..Marco era un ragazzo pieno di entusiasmo quando era in compagnia degli altri, che, al contrario, quando si trovava solo con se stesso diventava un poeta e quasi con un senso di “vergogna”, per la sua innata sensibilità, scriveva versi, pensieri, lettere. Ora, grazie alle sue parole scritte, ci ha aperto i confini del suo mondo interiore; un mondo che oscilla tra dimensione reale e fantastica, dove l’adulto, scavando dentro se stesso, ricerca il bambino che era, l’nnocenza e la fantasia perduta.

Tratto dalla recensione di Emilio Diedo (poeta, saggista e critico letterario) pubblicata sul sito internet www.literary.it

…..io sono figlio del vento, titolo della silloge, della prima parte e dell’eponimo componimento, esprime l’identità dell’autore, il suo forte vitalismo.
L’interno del libro, organicamente suddiviso in due parti, ciascuna di tre sezioni, è arricchito da un realistico supporto di fotografie di Marco.

Effettivamente, come sostiene Nicoletta Corsalini, nell’eloquente introduzione, anche laddove i testi non sono più propriamente versi, mancandone l’adeguata forma, la performance poetica è evidente. Prosa poetica, talora addirittura testo teatrale, pregna di un esistenzialismo raro, difficilmente intravedibile in altri autori. La morte, ahimè, ha il fiato sul collo del giovane poeta. Un sentore che non poteva non essere in diretto contatto con la sua anima. E la poesia, anche nelle contingenze diversive, amorose o comunque estranee al concetto vita-morte striato sensu, è espressione di un’embrionale, incipiente elevata caratura del poetico. Marco Michelini aveva la poesia nel dna e ne coltivava un raro germoglio, spontaneo, genuino, direttamente attinto dal cuore e dallo spirito.

Apparentemente non si doveva preoccupare d’una ricerca di stile. Forse scriveva solo per se stesso, per un’esigenza di natura intimistica. O forse no. In tal caso, probabilmente, alla lunga avrebbe rivisto la scrittura, la forma, la struttura, certamente migliorandole.

In L’altro mondo sconosciuto, alle pagg. 82-83, si assiste ad un tipo di narrativa infarcita di poesia. Li la dimensione parallela alla realtà assume la metamorfosi d’un fantastico che, nella sua insipienza (in quanto chiaramente appare il rimando ad un altro momento creativo), è comunque indicativo d’ una grande idea.

Specialmente la prima parte è un’autobiografia dell’anima, scritta in un presente lettore del futuro anziché del passato.
Già Volando lasciavo il corpo, titolo di uno dei componimenti, è indicativo del presentimento della morte. E, insieme alla conoscenza del subcosciente per l’imminenza della dipartita, “sotto quella fredda lapide di nero granito, un cuore batteva per finire di morire” cfr. Folle pensiero pag. 23, esterna l’elevata metafora (tremenda se ci si pensa bene) del dopo-trapasso, della memoria che, nel trascorrere degli anni, va facendosi via via più rarefatta.

Recensione di Luciano Nanni (critico letterario, docente del dipartimento di filosofia dell’Università degli Studi di Bologna) pubblicata sul sito internet www.literary.it

Poesia. Morire a ventisei anni: ma questa raccolta di liriche, pensieri, fogli di diario, è una testimonianza di vita, tanto più che il ricavato dalla vendita del libro verrà devoluto in beneficenza. La figura dell’autore balza dai suoi scritti con un’indubbia vena poetica (es .Ecco le prime visioni…) dal carattere forte e nostalgico secondo i momenti, con spontaneità. La pubblicazione dunque è un atto di amore, e corredata da numerose foto rende più significativo il ricordo di quel mondo di sogni e affetti spezzato nel rombo di una moto il 27 maggio 2005.

Gallery del libro